Giovedì 21 marzo abbiamo celebrato la Giornata Mondiale della Poesia. Grazie alla organizzazione di EUNIC Roma, 16 poeti provenienti da diversi Paesi europei si sono riuniti a Roma per presentare le loro poesie in una serata di reading. Tra loro c'era anche l'artista ceca Kateřina Rudčenková con i suoi versi tratti dalla sua premiata raccolta „Chůze po dunách“ („Una camminata sulle dune“).
L'evento si è svolto presso l'Accademia d'Ungheria in Roma, che risiede nel bellissimo Palazzo Falconieri in Via Giulia. La serata è stata aperta dal direttore László Berény, che ha ricordato le parole del grande poeta italiano Giuseppe Ungaretti: "La poesia è una combinazione di vocali e di consonanti, nella quale, però, è entrata luce". Soprattutto nei tempi complicati di oggi, come ha sottolineato Berény, abbiamo bisogno di questa luce.
Ognuno dei poeti, che hanno vinto numerosi premi per le loro opere, ha contribuito con un proprio sorso di luce. Kateřina Rudčenková ha recitato poesie tratte dalla sua raccolta „Chůze po dunách“, per la quale ha ricevuto il premio Magnesia Litera 2014. È stata scritta durante il suo soggiorno sul Mar Baltico. Nelle poesie riflette sui colori della vita, momenti dell'amore e della solitudine, e si torna nella città lettone di Ventspils, dove "si prova la sensazione della fine del mondo, cosmicamente nostalgica". Molto toccanti, poi, sono stati i versi della poetessa ucraina Oksana Stomina, proveniente da Mariupol, dove, come in molte altre città ucraine, la gente sta vivendo gli orrori causati dall'aggressione russa. Le poesie erano intrise di enorme dolore, ma anche di amore per il suo Paese e per Dio.
Come ha detto l‘Ungaretti nella sua definizione, "La poesia può raggiungere l'irraggiungibile". Grazie agli organizzatori, ai poeti e traduttori per la bella celebrazione che le è stata dedicata.