Traccia ceca n.24
Il letterato e patriota ceco si accostò, durante gli studi universitari, agli ideali nazionali e panslavi diffusi nella cultura herderiana e romantica; ma, dopo un soggiorno in Russia (1842-44), abbracciò il programma di F. Palacký, per l'emancipazione degli Slavi nell'ambito della monarchia viennese. Svolse intensa attività pubblicistica e politica. Sebbene si fosse opposto al radicalismo antiasburgico, fu arrestato sul finire del 1851 e confinato a Bressanone. In esilio viveva di una rendita mensile, all’inizio fu sistemato all’Hotel Elefant, successivamente affittò una casa dove visse con la sua famiglia.
L‘apice dell'opera poetica di Havlíček è rappresentato da tre composizioni satiriche, scritte, appunto, in esilio a Bressanone e pubblicate dopo la sua morte. Le opere, unite dal tema della lotta dell'intellettuale contro il potere politico, sono Le elegie del Tirolo (1861), Re Lávra (1870) e Il battesimo di Vladimiro (1876).
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