Giornata Internazionale della Danza

29. 4. 2021
Giornata Internazionale della Danza

Un'intervista con la Direttrice Artistica del Balletto di Roma, Francesca Magnini.

CC: Che cosa l’ha fatta innamorare della danza e quale è stato il momento cruciale in cui ha deciso di dedicarle la vita?

FM: Ho iniziato gli studi di danza dopo una lunga attività nella ginnastica artistica. Scoperta l'arte coreutica poi, per puro caso, non l'ho più abbandonata: come giovane danzatrice e poi come appassionata ricercatrice. L'ambito pratico e quello teorico nella mia vita si sono sempre intrecciati e molto presto ho potuto toccare con mano la mia forte insofferenza a un mondo racchiuso in sala prove. E' per questo che ho iniziato gli studi universitari, in una facoltà della Sapienza di Roma che era agli albori per quanto riguarda le materie di danza, ma estremamente aperta all'avanguardia teatrale. Quando ho scelto di non danzare, ma di restare pur sempre legata a filo doppio con il mondo della danza, ho capito che sarebbe stato un "per sempre". Era al tempo una scelta difficile e rischiosa, perché avrei potuto fare tutt'altro e forse con maggiore immediato successo, ma sapevo che non mi avrebbe resa felice. Dunque ho dedicato tutta la vita alla ricerca della mia anima danzante, sempre viva nella scrittura, nella formazione, della produzione dello spettacolo dal vivo.

CC: Durante i Suoi studi, Lei ha conseguito un Dottorato in Tecnologie digitali e Metodologie di Ricerca per lo Spettacolo. Negli ultimi mesi le tecnologie digitali erano l’unico mezzo per i danzatori professionisti e non, per esibirsi. Come ha contribuito la tecnologia alla danza? Quale è la visione del Balletto di Roma per i prossimi mesi?

FM: Le tecnologie mi hanno sempre affascinata, laddove non sono considerate sfondo o scenografia, ma mezzi di conoscenza, stimoli per la mente, strumenti per indagare l'invisibile del corpo in movimento. Balletto di Roma è stato pioniere sul panorama nazionale e internazionale nell’offerta, quasi immediata dopo la netta chiusura di tutte le attività in presenza, di lezioni online tenute da docenti della struttura, attraverso un’apposita area online “personalizzata”, condivisa con l’utente al momento dell’iscrizione. Ogni classe virtuale ha previsto un numero limitato di posti, garantendo ai partecipanti la possibilità di essere anche monitorati via webcam da qualificati docenti attraverso collegamenti video individuali. Le lezioni Online della Scuola del Balletto di Roma, regolarmente trasmesse sull’apposita piattaforma digitale hanno inaugurato un nuovo modello didattico per consentire a tutti (giovani allievi professionisti e non) di ritrovare gradualmente la regolarità dell’allenamento e il benessere psicofisico. Questa importante esperienza ha indotto tutto il personale di Balletto di Roma ad aggiornarsi per proseguire al meglio in remoto le varie progettualità già aperte, prima su tutte quelle riguardanti la produzione: Première, con la coreografia di Andrea Costanzo Martini, ha visto la sperimentazione di un’inedita modalità di creazione grazie alla collaborazione “in remoto” tra autore e interpreti, una vera e propria sfida creativa che ha dato vita a nuovi principi di ideazione e realizzazione della danza. Il futuro imminente, dunque, è in quella che ci piace chiamare "CAD - Creatività a distanza".

CC: L’anno scorso il Balletto di Roma ha collaborato con il gruppo di danza contemporanea della Repubblica Ceca, 420people, e con i gruppi degli altri paesi, al progetto “CLASH!”. Potrebbe dirci qualcosa sul progetto e sulla collaborazione ceco-italiana nell’ambito della danza in generale?

FM: Come capofila del progetto finanziato da Europa Creativa CLASH! When Classic and Contemporary Dance Collide and New Forms Emerge (2018-2020), Balletto di Roma ha inteso indagare i sistemi di formazione, produzione e trasmissione della danza classica e contemporanea, in un fruttuoso confronto con altri paesi quali Polonia, Portogallo, Bulgaria e appunto Repubblica Ceca. Lo scambio con 420PEOPLE - prima esperienza per me con una compagnia della Repubblica Ceca di stampo nettamente contemporaneo - è stato molto generoso e aperto fin dall'inizio, con particolare attenzione alla discussione di temi relativi all'audience development. Nello specifico, con il Direttore Artistico Václav Kuneš ho approfondito una indagine sul training del danzatore di oggi, ma anche sul senso dell’ibrido, come chiave interpretativa dei processi di fruizione: promuovere la danza come forma di arte relazionale, di contatto tra corpo e visione, alla ricerca di un nuovo utente che s’interessi di ciò che accade dentro e fuori la cultura. Questa riflessione è stata poi allargata a tutti e resa oggetto del CLASH! International Festival. The Hybrid in Dance Models, between Classic and Contemporary (8-13 Dic 2020), realizzato interamente online in collaborazione con tutti i paesi partner, che avrà senza dubbio continuità nei rapporti istituzionali instaurati con le compagnie e le scuole di danza che hanno partecipato allo scambio.

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