La rinomata Galleria Rossana Orlandi di Milano presenta, dal 21 novembre al 10 dicembre 2025, l’esposizione unica Tabula Rara, che attraverso l’arte della convivialità esplora la tavola come luogo di incontro, condivisione e narrazione.
Questo progetto straordinario riunisce designer, architetti, curatori e brand da tutto il mondo. Ogni tavola esposta è un ritratto personale, che riflette il mondo interiore del suo autore e invita i visitatori a immaginare chi potrebbe sedersi a quel tavolo, o persino a portarsi a casa una parte di quel racconto. L’esposizione unisce così ritualità e quotidianità, trasformando la tavola imbandita in un palcoscenico sul quale si svolge una metafora della vita umana.
L’installazione di Ilona Mančíková: Introspezione - il racconto personale
L’installazione di Ilona Mančíková, intitolata Introspezione - il racconto personale, è una testimonianza intima sulle relazioni, sulle scelte consapevoli, sulla non tossicità e sul ritorno alle radici. La curatrice trae ispirazione dalla sua infanzia nella campagna morava, dove la vita era plasmata da elementi semplici: materiali naturali, cibo genuino dell’orto, ceramiche robuste e le iconiche tazzine familiari a un’intera generazione. Questi ricordi si intrecciano con la cultura italiana dell’ospitalità, una dimensione che Ilona Mančíková ha imparato a vivere solo in età adulta.
Un elemento fondamentale dell’installazione è la consapevolezza nelle scelte quotidiane, ciò che respiriamo, ciò che mangiamo, le relazioni che coltiviamo e ciò che lasciamo entrare nelle nostre vite. La non tossicità diventa un valore guida: la scelta dei materiali, degli alimenti e delle persone con cui condividere il tempo attorno alla tavola. L’unica “contaminazione” accettata dalla curatrice è quella culturale – lo scambio arricchente di idee, esperienze e prospettive.
Un momento particolarmente suggestivo è il dialogo tra il carattere industriale della porcellana Keravitrál e la delicatezza del vetro soffiato a mano. Questo contrasto simboleggia l’equilibrio tra tradizione, artigianato e design internazionale contemporaneo.
I creativi e i brand invitati al tavolo di Ilona Mančíková
Per dare forma al suo racconto, Ilona Mančíková ha invitato numerosi designer, studi e marchi di rilievo, i cui oggetti contribuiscono alla dimensione visiva ed emotiva dell’installazione:
Achille Castiglioni (Fondazione Achille Castiglioni)
Enzo Mari (Danese Milano)
Eva Eisler (Janecký Studio)
Eva & Franco Mattes (APalazzo Gallery)
Hana Hillerová (Hana Hillerová Studio)
Hana Vopravilová (Hana Vopravilová Studio)
Michael Anastassiades (Flos)
Michaela Tomišková & Jakub Janďourek (Dechem / Studio Dechem)
Michaela Vrbková (RAP)
Milan Pekař (Milan Pekař Studio)
Nika Zupanc (SE Collection)
Ronan Bouroullec (Flos, Mutina)
Václav Mlynář (Kaplan 1934)
Jan Plecháč e il progetto Echoes per Moser
Il secondo rappresentante ceco in mostra è Jan Plecháč, che presenta il progetto Echoes, realizzato per la leggendaria manifattura vetraria Moser. L’installazione mette in dialogo opere storiche e contemporanee del brand, creando un ponte dinamico tra epoche differenti. Il fulcro dell’esposizione è la collezione ultra-limitata Echoes, ispirata agli esperimenti pionieristici di Leo Moser, visionario noto per il suo desiderio di superare i limiti cromatici e tecnici del vetro.
Accanto alle nuove creazioni, i visitatori possono ammirare anche preziosi pezzi d’archivio – come i bicchieri Maharani o la scultura Blues di René Roubíček. L’allestimento concepito da Plecháč permette di percepire la continuità del sapere artigianale, le sue trasformazioni e i reciproci arricchimenti tra generazioni. L’installazione apre così nuove prospettive sul patrimonio di Moser e sulla sua costante ricerca dell’innovazione.
I creativi e i brand invitati al tavolo di Jan Plecháč
Hana Hillerová
MOSER
René Roubíček
Timbart
Foto: Simona Giardullo, Marco Menghi