Carlo Siemoni a Casentino

25. 2. 2022
Carlo Siemoni a Casentino

Traccia ceca n.25

Karl Siemon era un ingegnere forestale della Boemia, allora regione sotto l’Austria. Dati gli ottimi rapporti che intercorrevano tra il Granducato di Toscana e l’Austria, nel 1837 Siemon fu mandato dal Granduca Leopoldo II di Toscana ad amministrare le Foreste Casentinesi. Siemon si distinse con importanti innovazioni nel campo della selvicoltura. Decise di cambiare il nome, italianizzandolo, in Carlo Siemoni, visse nei pressi di Pratovecchio dove ancora oggi è presente la maestosa Villa Siemoni.

La riforestazione della montagna tosco-romagnola fu senza dubbio il compito primario di Siemoni; tuttavia egli vi si dedicò nella consapevolezza che il bosco era parte di un’entità socioeconomica complessa e articolata nella quale occorreva tener conto di ogni aspetto della vita degli uomini e di ogni loro attività. Pertanto egli apportò anche grandi perfezionamenti agrari, trasformando così un territorio depresso in uno fra i più industriosi del Granducato.

Simeoni fu anche assiduo collaboratore del Giornale agrario toscano; dal 1857 al 1865 inviò puntualmente le proprie osservazioni sullo stato dell’agricoltura e dell’economia del territorio casentinese: terra che aveva eletto a sua ‘patria’ e nella quale si spense il 15 marzo 1878.

Badia Prataglia in Casentino gli ha dedicato l’arboreto e il Museo forestale, il primo iniziato dallo stesso Siemoni verso il 1846, il secondo istituito nel 1985.

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