Traccia ceca n. 15
All'interno del Palazzo apostolico, nella Stanza detta di Eliodoro, troviamo una traccia ceca nascosta nel soggetto di un affresco completato nel 1512 da Raffaello Sanzio. Un sacerdote boemo di nome Petr, in viaggio verso Roma, mentre celebrava messa nella Basilica di Santa Cristina a Bolsena aveva avuto dei dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, dopo di che l’ostia si era fatta color sangue, lasciando la sua impronta sul corporale a tutt'oggi conservato ad Orvieto. Correva l'anno 1263 e l'evento miracoloso contribuì a far sì che, un anno più tardi, Papa Urbano IV istituisse per l'intera Chiesa la festività del Corpus Domini. Papa Giulio II si fece quindi raffigurare da Raffaello inginocchiato dinanzi all'altare dove il sacerdote boemo solleva dubbioso l'ostia tra lo stupore degli astanti, la cui emozione interiore è espressa dalle fiamme tremolanti delle candele.
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